Pubblichiamo la lettera firmata dal giovane imprenditore di Camerino Federico Maccari, amministratore dell’azienda Entroterra SpA che produce il noto marchio “la Pasta di Camerino” inviata alle testate di informazione locali, in cui si chiede come mezzo stampa di “Comunicare la città di Camerino con attenzione” dopo la decisione presa dalla Regione Marche di utilizzare in questa fase di emergenza l’ospedale di Camerino come struttura dedicata ai casi di contagio da Covid 19.
Gentili signore e signori,
Mi rivolgo a voi come mai mi sono permesso di fare finora in questi anni, nemmeno in occasione del sisma, e lo faccio a nome non tanto o non solo dell’azienda che rappresento, ma dei 70 dipendenti e di tutto l’indotto che in questa azienda, la principale impresa privata di questo territorio, trovano opportunità di lavoro e fonte di sostentamento. Abbiamo appreso della decisione della Regione Marche di dedicare l’ospedale di Camerino alla gestione dei casi di contagio da Covid19 per l’Area Vasta 3. La salute di tutti noi è la priorità e quindi è giusto mettere a disposizione tutte le strutture e le professionalità per uscire da questa terribile emergenza. A voi il compito di documentarla con articoli, titoli, servizi, interviste ecc. L’appello, perché di questo si tratta, è quello accorato di far sì che alla città di Camerino non si associ il concetto di virus. Qui si salveranno delle vite e Camerino non diverrà un Lazzaretto. Nel lavoro di indispensabile cronaca e commento, auspico che usiate tutta la moderazione necessaria per far sì che non passino messaggi che inducano i consumatori a evitare l’acquisto di prodotti che vengono da questo territorio, temendo o solo ipotizzando, che essi possano essere viziati a causa della concentrazione di casi di affetti dal Coronavirus all’interno delle mura di questa città. Penso alla nostra pasta ma a tutte le aziende dai salumi ai formaggi ai vini che reggono l’economia di un territorio montano già così duramente provato. Penso soprattutto all’Università di Camerino che è volàno di ricerca, di lavoro e sviluppo. Mi faccio dunque portavoce nel chiedervi questa particolare sensibilità, sapendo che essendo in primis uomini e donne che vivono il territorio, vi sentiate investiti di una responsabilità ulteriore rispetto a quella già grande che fa capo al vostro ufficio di informatori e commentatori ma che, nel caso specifico, si riferisca a dover raccontare fatti cosi dolorosi in un momento storico tanto drammatico riferendosi a un territorio che ha già sofferto e continua a soffrire per il sisma. Certo che comprendiate il senso delle mie parole, vi ringrazio per l’attenzione e la considerazione che vorrete assegnare loro.
Federico Maccari
