La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo
Preghiamo i salmi con S. Giovanni Paolo II
CANTICO DI ISAIA (IS 45,15-16.21B-23)
Veramente tu sei un Dio misterioso, Dio di Israele, salvatore. Saranno confusi e svergognati quanti s’infuriano contro di lui; se ne andranno con ignominia i fabbricanti di idoli. Manifestate e portate le prove, consigliatevi pure insieme! Chi ha fatto sentire quelle cose da molto tempo e predetto ciò fin da allora? Non sono forse io, il Signore? Fuori di me non c’è altro Dio; Dio giusto e salvatore non c’è fuori di me. Volgetevi a me e sarete salvi, paesi tutti della terra, perché io sono Dio; non ce n’è altri. Lo giuro su me stesso, dalla mia bocca esce la verità, una parola irrevocabile: davanti a me si piegherà ogni ginocchio, per me giurerà ogni lingua».
Tu sei un Dio misterioso, Dio di Israele, salvatore. Con queste parole, il profeta Isaia invita a riconoscere che Dio agisce nella storia, anche se non appare in primo piano. Si direbbe che sta “dietro le quinte”. È lui il regista misterioso e invisibile, che rispetta la libertà delle sue creature, ma al tempo stesso tiene in mano le fila delle vicende del mondo. La certezza dell’azione provvidenziale di Dio è fonte di speranza per il credente, che sa di poter contare sulla presenza costante di Colui “che ha plasmato e fatto la terra e l’ha resa stabile”. Dio è per definizione l’Unico. Nulla gli si può paragonare. Tutto gli è subordinato. Ne consegue anche il ripudio dell’idolatria, per la quale il profeta pronuncia parole severe. Come mettersi in adorazione davanti a un prodotto dell’uomo? Alla nostra sensibilità odierna potrebbe sembrare eccessiva questa polemica, ma resta tuttavia l’importanza di questo monito profetico nei confronti di tutte le forme di idolatria, spesso celate più che nell’uso improprio delle immagini, negli atteggiamenti con cui uomini e cose vengono considerati come valori assoluti e sostituiti a Dio stesso. L’invito all’adorazione e l’offerta della salvezza riguardano tutti i popoli: “Davanti a me si piegherà ogni ginocchio, per me giurerà ogni lingua”. Leggere queste parole in ottica cristiana significa andare col pensiero alla rivelazione piena del Nuovo Testamento, che addita in Cristo “il Nome che è al di sopra di ogni altro nome” (Fil 2,9), cosicché “nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra; e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre” (Fil 2,10- 11).
Una storia per pensare…
Un giorno, un maestro di religione entrò nell’aula e iniziò a riempire la lavagna di tanti zeri. Poi dentro ogni zero scrisse il nome di ciascun alunno. In un angolo della lavagna scrisse anche il numero uno. Domandò allora il risultato, facendo la somma di tutti gli zeri. È chiaro che chi addizionava solo zeri otteneva uno zero!
Ma ci fu qualcuno che si accorse anche dell’uno. Allora intervenne il maestro che mise tutti gli zeri in fila indiana con l’uno all’inizio della fila.
Quell’uno posto davanti a tutti gli zeri ordinati tra loro dava un valore enorme.
Poi disse: ”Cari ragazzi, vedete, noi siamo gli zeri, Dio è l’uno.
Ecco perché Dio ci chiede di metterlo al primo posto della nostra vita. Mettere Dio al primo posto nella mia vita, nella tua vita e nella vita di tutti gli uomini della terra è sempre certezza di immenso valore, di vita piena e felice!”.
La voce di una mistica di oggi
O croce divina, legno amoroso […] tributo di sangue delle beatitudini. Luce dei misteri, chiave di certezza (Raïssa Maritain)
