Treia è capofila del progetto “Bike Point in Rete”, l’iniziativa che unisce cinque Comuni marchigiani con l’obiettivo di rendere il territorio sempre più accessibile e attrattivo per il turismo outdoor e cicloturistico. Insieme a Treia partecipano Apiro, Morrovalle, Montegiorgio e Grottazzolina, in collaborazione con Noi Marche.
Il progetto è stato presentato ufficialmente alla BIT – Borsa Internazionale del Turismo di Milano, nei giorni scorsi, con l’intento di potenziare e qualificare l’offerta cicloturistica locale trasformando gli infopoint esistenti in veri e propri bike point, spazi attrezzati e riconoscibili, dotati di servizi specifici per ciclisti e viaggiatori slow.
Tra gli interventi previsti figurano acquisto di biciclette, rastrelliere, colonnine di ricarica, postazioni di manutenzione per e-bike, segnaletica e materiali informativi, strumenti utili a migliorare l’esperienza lungo i percorsi.
«Negli ultimi anni abbiamo lavorato molto sul concetto di accoglienza: non solo promozione, ma servizi concreti – spiega l’assessora al Turismo Sabrina Virgili –. Accogliere un cicloturista significa garantire informazione, assistenza, sicurezza, ricarica e orientamento. Da questa consapevolezza nasce Bike Point in Rete. Treia, città d’arte con un centro storico di pregio, musei, tradizioni ed eccellenze enogastronomiche, si presta naturalmente a un turismo lento e consapevole. Il cicloturismo rappresenta per noi una grande opportunità di sviluppo».
Il valore aggiunto dell’iniziativa è la rete tra Comuni, Regione Marche e operatori privati. Treia, in qualità di capofila, coordina i partner garantendo coerenza progettuale, tempi di realizzazione e qualità degli interventi.
Tra gli obiettivi: destagionalizzare i flussi turistici, sostenere l’economia locale, creare occupazione e valorizzare borghi e aree interne attraverso un modello di turismo sostenibile.
«Per Treia il cicloturismo non è una moda, ma una scelta strategica – conclude l’assessora –: un invito a vivere il territorio con lentezza e rispetto, valorizzando il patrimonio culturale e naturale della città e dei suoi dintorni».
