A Macerata i Carabinieri hanno smascherato una truffa online ai danni di un’anziana, riportando l’attenzione sui rischi sempre più diffusi legati ai raggiri digitali. Vittima dell’episodio una donna di 74 anni, contattata nei giorni scorsi attraverso l’app di messaggistica Telegram da un numero con prefisso estero.
Secondo quanto ricostruito dai militari dell’Arma, la pensionata sarebbe stata avvicinata da una persona che, con modi convincenti e un linguaggio apparentemente tecnico, le avrebbe prospettato la possibilità di ottenere un risarcimento economico per un presunto utilizzo illecito del suo account WhatsApp. Un pretesto studiato nei dettagli per generare allarme e spingere la vittima ad agire rapidamente.
La truffatrice avrebbe spiegato alla 74enne che, per sbloccare la procedura di rimborso, era necessario effettuare alcuni versamenti a titolo di “spese amministrative” o “costi di gestione pratica”. Convinta della veridicità della comunicazione e preoccupata per un possibile uso improprio dei propri dati personali, l’anziana ha così disposto bonifici per un importo complessivo superiore ai 2.000 euro.
Non solo. Poco dopo i pagamenti, la donna si è accorta di un ulteriore prelievo non autorizzato dal proprio conto corrente. A quel punto ha compreso di essere stata raggirata e si è rivolta ai Carabinieri per denunciare l’accaduto.
Le indagini sono partite immediatamente. Attraverso accertamenti bancari e approfondimenti telematici, i militari sono riusciti a ricostruire il flusso del denaro e a risalire all’identità della presunta responsabile. Si tratta di una donna ucraina di 27 anni, che è stata denunciata all’autorità giudiziaria per truffa.
L’episodio evidenzia ancora una volta quanto siano sofisticate e persuasive le tecniche utilizzate dai truffatori online, capaci di sfruttare la scarsa familiarità con gli strumenti digitali e la paura di subire danni economici o violazioni della privacy. Gli anziani, in particolare, rappresentano una fascia particolarmente vulnerabile, spesso bersaglio di messaggi ingannevoli che simulano comunicazioni ufficiali o opportunità di rimborso.
Le forze dell’ordine raccomandano di diffidare sempre da richieste di denaro ricevute tramite messaggi o chat, soprattutto se provenienti da numeri sconosciuti o con prefissi internazionali. Nessun ente o società seria richiede pagamenti anticipati per ottenere risarcimenti o rimborsi. In caso di dubbi, è fondamentale non fornire dati personali o bancari e rivolgersi immediatamente alle autorità.
