La Pasqua come tempo di perdono, silenzio e riflessione, in un contesto segnato da guerre e tensioni internazionali. È questo il cuore del messaggio lanciato dal vescovo di Macerata e presidente della Conferenza Episcopale Marchigiana, mons. Nazzareno Marconi, durante la conferenza stampa dedicata alla Settimana Santa. All’incontro con i giornalisti erano presenti anche il vicario mons. Andrea Leonesi e il segretario generale della Diocesi don Gianluca Merlini.
Diversi i temi affrontati, dal calendario delle celebrazioni pasquali alla situazione geopolitica, fino alle prossime elezioni amministrative e allo stato della ricostruzione post-sisma delle chiese del territorio.
«Siamo nell’VIII centenario della morte di San Francesco – ha ricordato mons. Marconi –. Per il Santo di Assisi l’uomo compie il gesto più umano proprio quando perdona. Il perdono è frutto dell’amore di Dio accolto nel cuore dell’uomo». Un messaggio che si tradurrà anche in un gesto concreto: la processione del Venerdì Santo, a Macerata, raggiungerà quest’anno il Monumento ai Caduti, dove sarà elevata una preghiera per le vittime delle guerre e per invocare pace e riconciliazione.
Il programma della Settimana Santa prevede giovedì 2 aprile, alle ore 10 in Cattedrale, la Messa Crismale, mentre alle 18 sarà celebrata la Messa “In Coena Domini”. Venerdì 3 aprile, alle ore 17, si terrà l’azione liturgica “In Passione Domini”, seguita alle 21 dalla processione del Cristo Morto in partenza da piazza della Libertà. La Veglia Pasquale, sabato sera, inizierà alle 21.30, mentre la Messa della Domenica di Pasqua sarà celebrata alle 10.30.
Nel corso dell’incontro, il vescovo ha rivolto un appello anche ai candidati sindaco dei Comuni della diocesi, in particolare Macerata e Montecassiano. «La Chiesa non si schiera nelle scelte partitiche – ha sottolineato – ma richiama tutti alla responsabilità del bene comune. Dopo il voto è necessario collaborare, superando le divisioni della campagna elettorale e rafforzando una vera cultura istituzionale».
Ampio spazio anche al tema della ricostruzione post-sisma. Sono 71 i progetti attivi per le chiese della diocesi, di cui 12 in fase di progettazione e 34 già depositati all’Ufficio speciale per la ricostruzione. Molti interventi risultano approvati o in via di approvazione, anche se il percorso resta rallentato da una forte componente burocratica. «Si tratta di una vera e propria iper-burocratizzazione», ha osservato il vescovo, citando tra gli esempi le complessità legate alla gestione di alcuni beni demaniali.
Tra le prospettive positive, il progetto della Domus Laetitiae di Frontignano a Ussita, che sarà completamente ricostruita con un richiamo architettonico allo Sferisterio di Macerata. La struttura punta a diventare non solo luogo di accoglienza, ma anche polo formativo e congressuale, favorito dal miglioramento dei collegamenti viari.
Infine, l’annuncio della riapertura della chiesa della Divina Pastora a Tolentino, prevista per il 18 aprile a partire dalle ore 17. «Nonostante le difficoltà accumulate negli anni – ha concluso mons. Marconi – oggi registriamo un’accelerazione grazie a una macchina amministrativa più efficiente e a una maggiore responsabilità nella gestione dei progetti».
