Un ritorno atteso, carico di significato per l’intera comunità. È stata riaperta al culto la chiesa della Divina Pastora di Tolentino, restituita ai fedeli al termine degli interventi di riparazione e rafforzamento eseguiti nell’ambito della ricostruzione post sisma 2016.
Si tratta di un passaggio particolarmente importante per la città, perché la Divina Pastora è la prima chiesa di Tolentino, tra quelle danneggiate dal terremoto del 2016, a tornare ufficialmente fruibile per le celebrazioni. Un segnale concreto di ripartenza, che va oltre il recupero materiale dell’edificio e tocca la vita spirituale, sociale e identitaria della comunità.
L’intervento, finanziato dalla struttura commissariale, ha riguardato il consolidamento strutturale, la riparazione delle lesioni, il miglioramento della sicurezza dell’edificio e il recupero degli apparati decorativi interni. Un’opera che non si è limitata a riparare i danni provocati dalle scosse, ma ha puntato anche a ridurre le vulnerabilità della chiesa, rendendola più sicura e resiliente nel tempo.
La riapertura della Divina Pastora si inserisce in un quadro più ampio, quello della ricostruzione degli edifici di culto della Diocesi di Macerata, dove sono complessivamente 70 gli interventi tra progettazioni, lavori in corso e cantieri già conclusi.
Proprio in questo contesto la riapertura assume un valore simbolico ancora più forte. Non solo perché restituisce alla città un luogo di fede e di riferimento, ma anche perché rappresenta un segnale tangibile dell’avanzamento del percorso di ricostruzione ecclesiastica in uno dei territori più colpiti dal sisma.
«C’è grande soddisfazione per come la ricostruzione si sta sviluppando a Tolentino, con risultati concreti che iniziano a restituire alla città i suoi luoghi più identitari – sottolinea in una nota il commissario alla ricostruzione Guido Castelli –. La riapertura di oggi ha un valore particolarmente simbolico: è infatti la prima chiesa che torna al culto tra quelle danneggiate dal sisma del 2016».
Parallelamente, proseguono altri interventi di rilievo sul patrimonio ecclesiastico cittadino, a partire da quelli ormai prossimi al completamento della Basilica di San Nicola e dai lavori in corso al duomo di San Catervo, considerati tra i cantieri più significativi per il recupero dei luoghi di culto tolentinati.
La struttura commissariale ha espresso anche un ringraziamento a monsignor Nazzareno Marconi, vescovo di Macerata, per la collaborazione istituzionale e per l’impegno nel seguire il complesso percorso della ricostruzione del patrimonio ecclesiastico, in raccordo con tutti i soggetti coinvolti.
