Saturnino Di Ruscio, dirigente comunale in pensione con una lunga carriera amministrativa alle spalle e già sindaco di Fermo dal 2001 al 2011, ha deciso di scendere nuovamente in campo per le elezioni del 24 e 25 maggio. Alla guida della lista civica “Servire Fermo”, Di Ruscio propone un ritorno alla politica come servizio, ispirandosi ai valori del popolarismo di don Luigi Sturzo.
Dottor Di Ruscio, dopo dieci anni da sindaco e una lunga carriera amministrativa, perché ha scelto di ricandidarsi?
“Ho dedicato 40 anni della mia vita al Comune di Fermo e non posso restare a guardare mentre la città attraversa una crisi così profonda. Negli ultimi dieci anni abbiamo perso 2.000 abitanti e quasi 600 attività produttive. Fermo sta vivendo un declino che sembra ineludibile, con il centro storico che si sta desertificando e un’insicurezza che cresce in ogni quartiere; sento il dovere di mettere la mia esperienza a disposizione per invertire questa rotta”.
La sua lista si chiama “Servire Fermo”. Qual è il messaggio politico dietro questo nome?
“Il nostro riferimento è il popolarismo di don Luigi Sturzo: la politica deve essere un servizio alla comunità e non uno strumento per la propria carriera. La nostra è una lista civica con un pensiero politico profondo e un’etica rigorosa; siamo una squadra eterogenea, dai giovani ventenni ai pensionati esperti, uniti dalla volontà di avere la ‘schiena dritta’ nelle scelte per la città”.
Nel suo programma parla di “Fermo Capoluogo forte”. Cosa intende concretamente?
“Il processo di costituzione della Provincia di Fermo non è stato completato: dipendiamo ancora da Ascoli per servizi essenziali come l’Ispettorato del Lavoro o la Motorizzazione Civile. È assurdo che i nostri cittadini debbano recarsi fuori provincia per sostenere l’esame della patente. Fermo deve tornare a essere capoluogo a pieno titolo, recuperando anche il ruolo della Camera di Commercio come leva economica del territorio”.
Il centro storico di Fermo soffre molto. Quali sono le vostre ricette per il rilancio?
“Il centro è in abbandono: per comprare generi di prima necessità i residenti, spesso anziani, devono usare l’auto. Dobbiamo riattivare i ‘contenitori’ chiusi da anni: la Casina delle Rose deve tornare a essere un hotel di prestigio per il turismo, mentre l’ex Mercato Coperto deve diventare un punto di servizi e attrazione enogastronomica con la ‘Piazza della Bontà’. Inoltre, l’ex cinema dovrà ospitare produzioni teatrali e congressi per portare risorse e lavoro in città”.
Sul fronte della sicurezza, i cittadini sono preoccupati. Come interverrete?
“Oggi il problema principale è legato alla microcriminalità e alle baby gang che intimidiscono la popolazione in vari quartieri. Interverremo con un’azione a 360 gradi: non solo repressione, ma soprattutto prevenzione, potenziando la videosorveglianza e migliorando l’illuminazione pubblica per rendere ogni spazio più sicuro e vivibile”.
Un’ultima proposta forte riguarda l’ex ospedale Murri. Qual è la vostra visione?
“Con il trasferimento dell’ospedale a Campiglione, l’ex Murri non deve diventare una cattedrale nel deserto. Proponiamo di trasformarlo in un centro regionale d’eccellenza per le problematiche dell’anziano, garantendo non solo cure mediche, ma una presa in carico complessiva per una fascia di popolazione sempre più ampia e spesso trascurata”.
