In tanti a Treia per l’ultimo saluto al Santuario Santissimo Crocifisso a Ulderico Lambertucci, il “maratoneta di Dio” , scomparso improvvisamente a 79 anni per un arresto cardiaco. Una partecipazione intensa e commossa ha accompagnato l’addio a una figura che, nel corso della sua vita, ha saputo unire sport, fede e testimonianza spirituale, lasciando un segno profondo nella comunità locale e nel mondo del podismo estremo.
Lambertucci avrebbe compiuto 80 anni il prossimo 25 luglio. Proprio in vista di questa ricorrenza, amici e collaboratori stavano organizzando una grande festa e nuovi progetti, tra cui un viaggio-maratona sulle orme di San Francesco.
Accanto a questo sogno, era prevista anche l’uscita del libro “Al passo dell’anima”, edito da Edizioni San Paolo e curato dagli amici di viaggio Daniele Morini e Michele Marinangeli. L’opera, nata per raccontare la sua straordinaria esperienza umana e sportiva, diventa oggi anche un omaggio postumo. Gli amici di Ulderico hanno deciso di portare avanti comunque la presentazione del volume, trasformandola in un momento di ricordo condiviso.
L’appuntamento è stato fissato per il 24 luglio presso la sede della Provincia di Macerata, dove si terrà una conferenza stampa dedicata alla sua figura e alla sua eredità. In quell’occasione sarà possibile anche prenotare il libro illustrato, lasciando i propri dati al tavolo allestito per l’iniziativa.
Nel corso del suo percorso umano e sportivo, Lambertucci aveva attraversato il mondo con imprese diventate simboliche: dalla leggendaria Roma-Pechino di 12mila chilometri alla traversata degli Stati Uniti, fino ai pellegrinaggi verso Gerusalemme, Santiago de Compostela, Czestochowa, Fatima e Lourdes. Ogni viaggio era per lui un atto di fede e un messaggio di pace, spesso accompagnato dall’incontro e dalla benedizione di tre Pontefici.
Tantissimi gli attestati di stima e di affetto. Tra i primi quello del vescovo di Macerata, Nazzareno Marconi, che lo ha ricordato come «un uomo di fede e di pace», capace di trasformare la fatica in preghiera e di offrire ai giovani una testimonianza concreta di valori autentici.
“Se potesse parlare oggi”, raccontano gli amici, “Ulderico vorrebbe ringraziare tutti coloro che hanno fatto parte delle sue grandi imprese e del suo cammino umano”. Un pensiero che sintetizza lo spirito di una vita interamente vissuta “al passo dell’anima”.
Treia e il mondo del podismo lo ricordano così: un uomo che ha trasformato la corsa in preghiera e il viaggio in testimonianza, lasciando un’eredità fatta di fede, fatica e speranza.
