Un altro cantiere della ricostruzione prende il via a Tolentino. Il vescovo di Macerata, mons. Nazzareno Marconi, ha benedetto l’avvio dei lavori nella chiesa del Santissimo Redentore, danneggiata dagli eventi sismici del 2016. Alla cerimonia erano presenti il sindaco Mauro Sclavi, la sottosegretaria alla Presidenza della Giunta regionale Silvia Luconi, il nuovo parroco don Gianni Compagnucci, insieme alle imprese e alle maestranze che saranno impegnate nel recupero dell’edificio di culto.
L’intervento, per un importo complessivo di 353.374,37 euro, riguarderà principalmente il consolidamento strutturale della chiesa, edificio del Novecento segnato anche dal degrado del tempo, e il restauro degli spazi interni. I lavori sono affidati all’Ati composta dalla ditta Alma di Mancini Srl e, per i restauri, dalle ditte Boing Srl e Restauro Dipint Sas.
«Non vogliamo costruire solo muri, ma soprattutto comunità, ed è questo il senso del nostro incontrarci qui oggi – ha sottolineato il vescovo Marconi –. Tanti cantieri stanno partendo dopo un lavoro di studio molto importante che adesso inizia a dare i suoi frutti».
Il presule ha ringraziato il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, l’Ufficio speciale per la ricostruzione, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata e il Comune di Tolentino.
L’occasione è servita anche per fare il punto sulla chiesa di San Catervo, dove nel giugno scorso era stato effettuato un sopralluogo insieme al commissario Castelli. «Invito tutti a frenare fughe in avanti in merito a una possibile scadenza per la sua riapertura – ha precisato Marconi –. La data sarà comunicata ufficialmente quando i lavori saranno ultimati e tutto sarà in sicurezza».
Parole di ringraziamento sono arrivate anche dal sindaco Mauro Sclavi. «Ci troviamo in uno dei punti più alti della città e ha per questo un valore particolare la volontà di mons. Marconi di essere qui a benedire l’avvio del cantiere – ha affermato il primo cittadino –. Voglio ringraziare anche il senatore Castelli, che fa del suo nome una guida fattiva e concreta per la ricostruzione. Per la nostra comunità la possibilità di riaprire un luogo di culto è sempre un motivo di crescita, non solo personale».
Alla benedizione ha partecipato anche la sottosegretaria Silvia Luconi. «La chiesa del colle del Redentore è un presidio religioso e sociale fondamentale, in particolare per gli abitanti di queste zone, che qui si sono sempre riuniti per momenti di preghiera e convivialità – ha ricordato –. Ringrazio la Diocesi, la struttura commissariale e tutte le maestranze che saranno impegnate in questo luogo, perché si tratta di una luce di speranza: quando si è diffusa la notizia dei lavori c’è stata subito una grandissima emozione».
A salutare il vescovo Marconi in occasione dell’avvio dei lavori erano presenti anche Marco Mancini, titolare della ditta Alma, l’architetto Massimo Staffolani, i geometri Silvia Ramadù e Albino Brandi e le restauratrici Maria Pia Topa, Laura Giannangeli e Alessandra Bellucci.
