È stata una giornata di fede, preghiera e tradizione quella vissuta a Tolentino in occasione della Festa del Perdono di San Nicola, uno degli appuntamenti religiosi più sentiti dalla comunità cittadina e dai tanti pellegrini che ogni anno raggiungono la città per rendere omaggio al Santo taumaturgo.
Fin dalle prime ore della mattinata, le vie e le piazze del centro storico si sono riempite di fedeli e visitatori. Le bancarelle della festa hanno accompagnato una giornata nella quale la dimensione popolare si è intrecciata con quella profondamente religiosa, culminata nei momenti liturgici dedicati a San Nicola.
Il dono dell’indulgenza plenaria
Al centro della Festa del Perdono rimane il grande significato spirituale dell’indulgenza concessa ai pellegrini.
Fu Papa Bonifacio IX, il 1° marzo 1400, a concedere l’indulgenza plenaria, nella forma di quella della Porziuncola di Assisi, a quanti, giunti in pellegrinaggio nel Cappellone della Basilica di San Nicola, avessero venerato le reliquie del Santo nella prima domenica successiva alla sua festa liturgica, celebrata il 10 settembre.
Un privilegio che, da oltre sei secoli, continua ad alimentare la devozione verso San Nicola e a richiamare numerosi pellegrini a Tolentino.
L’indulgenza, applicabile a sé o ai defunti, è legata alle condizioni stabilite dalla Chiesa: la confessione sacramentale, la partecipazione alla Santa Messa, la professione di fede, la recita del Padre Nostro, la preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre e il sincero impegno a vivere un cammino di conversione cristiana.
Non si tratta dunque soltanto di una ricorrenza tradizionale, ma di un tempo di grazia nel quale il pellegrinaggio, la preghiera e la celebrazione dei sacramenti invitano i fedeli a riscoprire il cuore della vita cristiana.
Il Cappellone torna a splendere
Particolarmente significativa, quest’anno, è stata la possibilità di tornare a visitare il Cappellone di San Nicola, riaperto dopo il sisma del 2026.
Per tanti fedeli il ritorno in questo luogo così caro alla devozione niccolina ha rappresentato un momento di particolare emozione. Il Cappellone è tornato a mostrare il suo straordinario patrimonio artistico trecentesco, con il ciclo di affreschi che racconta la vita di Gesù, della Vergine Maria e di San Nicola.
Arte e fede si incontrano così ancora una volta in uno degli spazi più importanti della Basilica, luogo nel quale la preghiera dei pellegrini si unisce alla memoria secolare della comunità cristiana.
La processione e la Messa solenne
Molto partecipata è stata anche la tradizionale Processione di San Nicola, che ha attraversato le vie del centro storico. Accanto ai fedeli non sono mancate le Confraternite e i caratteristici sacconi, testimonianza viva di una tradizione religiosa che continua a essere custodita e tramandata.
La processione ha preceduto la Santa Messa solenne, presieduta da S.E. il Cardinale Angelo De Donatis, Penitenziere Maggiore del Tribunale della Penitenzieria Apostolica.
Alla celebrazione hanno partecipato il Sindaco, le Autorità civili e militari cittadine e i Sindaci dell’Unione Montana dei Monti Azzurri. Anche quest’anno è stato rinnovato il tradizionale omaggio al Patrono attraverso l’offerta dell’olio, gesto semplice ma profondamente significativo, che lega le istituzioni e le comunità del territorio alla devozione verso San Nicola.
Una festa che continua a parlare al cuore
La Festa del Perdono si conferma così un appuntamento capace di unire generazioni diverse e di tenere insieme fede, cultura e tradizione popolare.
E non poteva mancare, come da tradizione, la Pesca di San Nicola, attesa ogni anno da grandi e piccoli. Un momento festoso che accompagna la celebrazione religiosa e restituisce alla festa il suo volto più popolare e familiare.
A Tolentino, ancora una volta, la memoria di San Nicola si è fatta incontro, preghiera e comunità. Una devozione che attraversa i secoli e che continua a trovare nel Perdono un momento privilegiato per tornare all’essenziale: la fede, la misericordia e la conversione del cuore.
