L’Università porta avanti il recupero dello storico edificio di corso Cavour. Un intervento da oltre 8 milioni di euro, con conclusione prevista entro la fine del 2027. Durante i lavori riscoperte anche quattro volte decorate
Un palazzo storico restituito alla città e, allo stesso tempo, trasformato in una moderna sede universitaria. Prosegue il grande intervento di recupero e riqualificazione di Palazzo Ugolini, all’inizio di corso Cavour, destinato a diventare la sede centrale della biblioteca del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Macerata.
Il progetto prevede interventi di miglioramento sismico, consolidamento e restauro, insieme alla completa riqualificazione degli spazi interni e degli impianti. L’obiettivo è conservare il valore storico e architettonico dell’edificio e contemporaneamente renderlo più sicuro, accessibile e funzionale alle esigenze dell’Ateneo.
Una volta completato, Palazzo Ugolini ospiterà circa 200 mila volumi e 300 postazioni studio, oltre ai servizi bibliotecari, un bar e altri spazi di servizio. Nei piani interrato e terra troverà posto l’archivio intensivo, il primo e il secondo piano saranno dedicati alle sale di lettura per gli studenti, mentre al terzo piano saranno collocati gli uffici del Dipartimento.
Progettato da Giuseppe Valadier, Palazzo Ugolini risale alla fine del Settecento: un documento notarile fa risalire l’avvio della costruzione al 1796. L’edificio, di gusto palladiano e riconoscibile per le quattro colonne ioniche della facciata principale, è sottoposto a tutela ed è classificato dal piano regolatore come edificio di rilevante valore.
Il cantiere comprende il consolidamento delle strutture e il miglioramento del comportamento dell’edificio in caso di terremoto, il restauro delle facciate e degli apparati decorativi, il rifacimento degli impianti, l’abbattimento delle barriere architettoniche e l’adeguamento alla normativa antincendio. È previsto inoltre il totale rifacimento del tetto.
Proprio durante i lavori sono arrivate anche alcune sorprese. La rimozione di elementi più recenti ha infatti riportato alla luce quattro volte decorate che erano nascoste dai controsoffitti, insieme ad archi e aperture precedentemente non visibili.
Le volte saranno recuperate e consolidate attraverso tecniche poco invasive, con l’obiettivo di salvaguardare le decorazioni e conservarne il valore storico e artistico. Anche gli impianti sono stati progettati in modo da non interferire con queste strutture.
Grande attenzione sarà riservata anche all’accessibilità: il progetto prevede un nuovo ascensore, servizi igienici accessibili e percorsi che consentiranno di raggiungere praticamente tutti gli spazi aperti al pubblico. Saranno rinnovati anche illuminazione, climatizzazione, impianti elettrici e reti per la connettività.
L’intervento ha un valore complessivo di oltre 8 milioni di euro ed è finanziato con le risorse destinate alla ricostruzione post sisma 2016 e, per le opere complementari, dal Ministero dell’Università e della Ricerca e dall’Ateneo. La conclusione dei lavori è prevista, indicativamente, entro la fine del 2027.
