Oltre otto milioni di euro di investimenti, due edifici recuperati nel cuore della città e nuovi spazi per formazione, ricerca e accoglienza. L’Università di Camerino ha inaugurato il Polo Santa Caterina e Palazzo Ribechi, due immobili restituiti all’Ateneo nell’ambito del percorso di ricostruzione post sisma.
Due interventi diversi per storia e destinazione, che segnano un nuovo passo nel recupero del patrimonio universitario e del centro storico di Camerino.
L’ex monastero di Santa Caterina è un complesso seicentesco che ha attraversato oltre quattro secoli di storia. Dopo aver ospitato fino agli anni Settanta Medicina veterinaria ed essere rimasto successivamente in parte inutilizzato, torna oggi ad avere una funzione centrale nella vita dell’Ateneo.
Il nuovo Polo ospita la Scuola di Specializzazione in Farmacia Ospedaliera, la International School of Advanced Studies – Scuola di Dottorato, la Scuola di Studi Superiori “Carlo Urbani”, la Biblioteca di Scienze e l’Area Biblioteche, Internazionalizzazione della Didattica e Formazione Avanzata.
«Sono spazi che prima non avevamo e che abbiamo recuperato con i finanziamenti per la ricostruzione sismica – ha sottolineato il rettore di UNICAM Graziano Leoni – e che saranno vissuti da studenti, personale amministrativo e tecnico e docenti. Sono spazi recuperati al danno sismico che restituiamo all’Università ma anche alla città».
Per il recupero di Santa Caterina l’investimento è stato di circa sei milioni di euro: oltre 3,4 milioni dal Ministero dell’Università e della Ricerca e 2,6 milioni dalla Regione Marche.
Tra le realtà che trovano casa nel nuovo Polo c’è la Scuola di Specializzazione in Farmacia Ospedaliera, diretta da Carlo Cifani.
Il percorso ha una durata di quattro anni e prevede ogni anno 15 posti, a fronte di oltre 120 richieste di ammissione. Sono inoltre previste più di cinquemila ore di tirocinio nelle strutture ospedaliere regionali ed extraregionali. A regime saranno circa sessanta gli specializzandi impegnati nei quattro anni di corso.
«Questo permetterà all’Università di Camerino di formare specialisti in ambito ospedaliero – ha spiegato Cifani – in grado di affiancare nel loro futuro percorso professionale medici, clinici e infermieri», con competenze che vanno dalla governance del farmaco e dei dispositivi medici all’appropriatezza terapeutica e all’assistenza farmaceutica.
Santa Caterina diventa anche la nuova sede della School of Advanced Studies, la Scuola di Dottorato di UNICAM, che conta attualmente circa cento dottorandi nelle diverse aree disciplinari dell’Ateneo.
«Questa nuova sede ci consente di avere un luogo fisico dove dare visibilità alla nostra presenza – ha spiegato il direttore Michele Loreti –. Avere un luogo ben identificato è importante perché rende visibile e concreta una presenza attiva all’interno del nostro Ateneo».
Gli spazi ospiteranno in particolare le attività legate alla gestione della Scuola e saranno utilizzati dai dottorandi anche per alcune delle loro attività, insieme alla nuova Biblioteca di Scienze.
La seconda inaugurazione ha riguardato Palazzo Ribechi, edificio ottocentesco affacciato su un giardino e pesantemente danneggiato dal terremoto del 2016. I danni furono tali da rendere necessaria anche la demolizione dell’ultimo piano.
L’intervento, del valore di oltre due milioni di euro, ha permesso di trasformare Palazzo Ribechi in una nuova foresteria UNICAM, con sei appartamenti destinati a docenti e ricercatori, ampliando così la capacità di accoglienza dell’Università.
Alla cerimonia hanno preso parte, tra gli altri, il rettore Graziano Leoni, il sindaco di Camerino Roberto Lucarelli e, in videocollegamento, il commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli.
Nel suo intervento Castelli ha inserito il recupero dei due edifici nel più ampio percorso della ricostruzione di Camerino e del suo tessuto universitario, sottolineando il valore che la restituzione di spazi e funzioni assume per la ripresa della città.
A quasi dieci anni dal terremoto del 2016, Santa Caterina e Palazzo Ribechi rappresentano così due nuovi tasselli di una Camerino che, pezzo dopo pezzo, continua a riappropriarsi del proprio centro storico.
