Varietà antiche, frutti, semi e sapori che rischierebbero di scomparire senza il lavoro di chi continua a coltivarli e tramandarli. Sono gli agricoltori e gli allevatori custodi della biodiversità agraria, protagonisti della terza riunione annuale della rete promossa da AMAP Marche, ospitata a Villa Spada di Treia nell’ambito della manifestazione Physis.
Un appuntamento dedicato alla tutela di un patrimonio che non riguarda soltanto la memoria e le tradizioni del passato, ma rappresenta una risorsa preziosa anche per il futuro dell’agricoltura marchigiana.
La conservazione della biodiversità agraria passa attraverso il lavoro quotidiano di chi continua a coltivare varietà locali, preservando sementi, piante e conoscenze tramandate nel tempo. Un’attività fondamentale per contrastare la progressiva perdita di risorse genetiche agricole e mantenere viva la ricchezza del territorio.
A sostenere questa rete è AMAP, l’Agenzia per l’Innovazione nel Settore Agroalimentare e della Pesca delle Marche, impegnata, insieme alla Regione, nella salvaguardia e nella valorizzazione della biodiversità agraria.
Un lavoro che mette in relazione l’esperienza degli agricoltori e degli allevatori con il mondo della ricerca, favorendo la conservazione delle varietà locali e la trasmissione delle conoscenze alle nuove generazioni.
A fare da cornice all’incontro è stata Villa La Quiete, conosciuta come Villa Spada, con il suo antico orto pomario, che custodisce centinaia di varietà pomologiche.
La manifestazione Physis, promossa dal Comune di Treia insieme ad AMAP dall’8 al 10 ottobre, ha proposto tre giornate di incontri, approfondimenti e iniziative dedicate alla biodiversità agraria.
Tra gli appuntamenti, mostre pomologiche, una mostra mercato dei custodi, visite guidate al parco e momenti di confronto tra agricoltori, ricercatori e istituzioni.
Particolare attenzione è stata dedicata proprio alla rete dei custodi, chiamati a confrontarsi sulle esperienze e sulle prospettive della tutela delle risorse agricole locali.
Accanto alla salvaguardia delle varietà antiche, una delle sfide è quella di far conoscere questo patrimonio a un pubblico sempre più ampio, soprattutto alle nuove generazioni.
In questa direzione si inserisce anche “Il Mangiastorie: alla scoperta della biodiversità”, il docufilm realizzato da AMAP e presentato durante la manifestazione. Il progetto arriverà nelle sale cinematografiche e nelle scuole grazie alla collaborazione con Fondazione Marche Cultura e Marche Film Commission.
Un’iniziativa che affianca al lavoro di conservazione quello della divulgazione, per sensibilizzare i cittadini sull’importanza della biodiversità agraria.
Perché custodire le varietà del passato non significa soltanto preservare una parte dell’identità delle Marche, ma garantire che questa ricchezza possa continuare a vivere anche nell’agricoltura di domani.
