L’Università di Macerata e il Dipartimento di Giurisprudenza esprimono profondo cordoglio per la scomparsa, ieri, del professor Franco Bolognini. Nato a Loreto il 26 luglio 1937, Bolognini è stato una figura centrale della vita accademica dell’Ateneo, al quale ha dedicato gran parte della sua carriera scientifica e didattica. “Con la scomparsa del professor Franco Bolognini l’Università di Macerata perde un maestro autorevole, studioso rigoroso e docente appassionato. Dal 1965 al 2010 ha accompagnato generazioni di studenti, contribuendo alla vita scientifica e istituzionale del nostro Ateneo. A nome di tutta la comunità universitaria, esprimo vicinanza e cordoglio ai familiari, ai colleghi e a quanti lo hanno conosciuto e stimato”, dichiara il rettore John Mc Court.
Entrato all’Università di Macerata nel 1965 come assistente volontario presso la Facoltà di Giurisprudenza, il professor Bolognini ha attraversato oltre quattro decenni di storia dell’Ateneo, diventando ordinario di Diritto canonico nel 1984 con incarichi anche nell’ambito del diritto pubblico. È rimasto in servizio fino al pensionamento, avvenuto il 1° novembre 2010, continuando a mantenere un legame profondo e costante con l’Università, alla quale amava dire di essere “sposato”.
Accademico dei Catenati e Commendatore al merito della Repubblica Italiana, Franco Bolognini ha affiancato all’attività didattica un’intensa produzione scientifica. Tra i suoi contributi, spicca il manuale “Lineamenti di diritto canonico”, giunto all’ottava edizione, considerato un testo di riferimento per generazioni di studenti e studiosi della disciplina.
A testimonianza della stima e dell’affetto maturati nel corso degli anni, nell’ottobre 2011 è stato dedicato al docente il volume “Studi in onore del prof. Franco Bolognini”. L’opera, presentata nell’Aula Magna dell’Ateneo su iniziativa di Mario Tedeschi, allora ordinario di Diritto ecclesiastico all’Università Federico II di Napoli, con la collaborazione di numerosi docenti universitari, ha rappresentato non solo un omaggio alla persona e allo studioso, ma anche il rinnovo di una tradizione antica dell’università italiana: quella di celebrare, attraverso una raccolta di studi, i docenti che hanno profuso a lungo il loro impegno come maestri e ricercatori nelle facoltà giuridiche.
