Ugo Barbi è stato riconfermato all’unanimità segretario provinciale dello Snals-Confsal di Macerata. La rielezione è avvenuta nel pomeriggio di giovedì, nel corso della riunione del nuovo Consiglio Provinciale del Sindacato Autonomo Lavoratori Scuola, aderente alla confederazione Confsal, chiamato al rinnovo delle cariche sindacali.
La riconferma di Barbi rappresenta un segnale di continuità e fiducia nel lavoro svolto negli ultimi anni e pone le basi per affrontare le nuove sfide del comparto Istruzione e Ricerca, un settore che comprende scuola, università, alta formazione artistica e musicale.
Nel suo discorso di insediamento, il segretario ha delineato le priorità del nuovo mandato, sottolineando l’importanza di un’azione sindacale unitaria e inclusiva. Tra i temi centrali, particolare attenzione sarà riservata al comparto AFAM, considerato strategico in una provincia a forte vocazione culturale: lo Snals Macerata chiede la piena equiparazione del sistema AFAM all’università, sia in termini di risorse che di percorsi di carriera, e una risposta concreta alle criticità legate al precariato dei docenti.
Altro punto qualificante sarà il rafforzamento della rappresentanza sindacale negli atenei di Macerata e Camerino, con un focus specifico sulla valorizzazione del personale tecnico-amministrativo-bibliotecario e sulla tutela dei ricercatori, figure centrali per il sistema accademico locale.
Sul fronte scuola, il sindacato continuerà la propria azione contro il sovraffollamento delle classi e il dimensionamento scolastico, difendendo l’autonomia degli istituti, in particolare nelle aree dell’entroterra dove la scuola rappresenta un presidio sociale fondamentale. Centrale anche l’impegno per la stabilità lavorativa e la dignità contrattuale, con la richiesta di adeguamenti salariali in linea con l’inflazione e una lotta costante al precariato.
«Ringrazio il Consiglio per la compattezza e la fiducia – ha dichiarato Ugo Barbi –. Il nostro sindacato si conferma un punto di riferimento libero da condizionamenti politici. Oggi più che mai dobbiamo muoverci come un fronte unico per tutelare chi lavora nella conoscenza, garantendo che nessuno venga lasciato indietro».
