Questa mattina, ai Giardini Diaz di Macerata, si è svolta la cerimonia commemorativa in occasione dell’ottavo anniversario della morte di Pamela Mastropietro, un momento di raccoglimento e memoria condiviso dalla comunità, dalle istituzioni e dai cittadini presenti. Un’occasione che, come ogni anno, invita a riflettere sul valore della vita e sull’importanza di non lasciare spazio all’indifferenza.
Una camelia bianca per ricordare
La cerimonia è iniziata con un gesto simbolico e delicato: la piantumazione di una camelia bianca nei pressi della targa commemorativa installata nel 2021. La scelta di questa pianta non è casuale: la camelia rappresenta il ricordo, la purezza e la volontà di mantenere viva la memoria di Pamela nel tempo. Un segno concreto, silenzioso, che crescerà anno dopo anno come testimonianza della vicinanza della città e dell’impegno collettivo nel non dimenticare.
Preghiera e riflessione
Dopo la piantumazione, il vescovo di Macerata, monsignor Nazzareno Marconi, ha guidato un momento di preghiera e riflessione. Ha invitato i presenti al raccoglimento, sottolineando la necessità di promuovere una cultura basata sul rispetto della vita e della dignità della persona. Un richiamo a trasformare il dolore in responsabilità condivisa, affinché tragedie come quella di Pamela possano ispirare scelte di cura e attenzione verso chi è più fragile.
Rifiutare l’indifferenza
Il sindaco di Macerata, Sandro Parcaroli, ha ricordato la giovane vittima come una ragazza con sogni, fragilità e speranze che meritavano di essere vissute. “Ricordare Pamela oggi significa rifiutare l’indifferenza – ha dichiarato –. Significa affermare che ogni vita ha valore, che la violenza non può mai essere normalizzata, e che il dolore non va dimenticato col passare del tempo. È un invito alla responsabilità collettiva: come società, come comunità, come esseri umani. Che il suo nome non sia solo memoria di una tragedia, ma stimolo a costruire più attenzione, più cura, più giustizia”.
La responsabilità di ciascuno
Il Prefetto Giovanni Signer ha richiamato l’attenzione sul significato profondo della vicenda, sottolineando che essa rappresenta uno spunto di riflessione per tutta la collettività. “Di fronte a persone in difficoltà, tutti dovremmo sentirci chiamati ad agire, senza delegare esclusivamente alle istituzioni – ha spiegato il Prefetto –. Esiste una responsabilità morale che riguarda l’intera comunità, un principio sancito anche dalla Costituzione, che riconosce nella solidarietà un valore fondamentale”.
Il valore della memoria
La vicesindaco e assessore alle Pari Opportunità, Francesca D’Alessandro, ha evidenziato come la memoria debba tradursi in azione concreta, non solo in commemorazione. “Ricordare Pamela significa rinnovare un patto di responsabilità con la comunità – ha dichiarato –. Il contrasto alla violenza passa dalla promozione del rispetto, dell’uguaglianza e della dignità della persona, a partire dalle scuole e dai luoghi di formazione. Dobbiamo rafforzare l’impegno verso le nuove generazioni, affinché tragedie come questa non vengano mai normalizzate o dimenticate”.
Le parole della madre
La cerimonia si è conclusa con l’intervento di Alessandra Verni, madre di Pamela, che ha condiviso con grande intensità il ricordo della figlia. Le sue parole hanno sottolineato l’importanza della memoria come forma di giustizia e responsabilità collettiva, rinnovando l’appello a mantenere viva l’attenzione sul tema della violenza e sull’impegno di tutta la comunità nel prevenire simili tragedie.
La giornata di oggi, con la camelia bianca, la preghiera, i discorsi delle istituzioni e le parole della famiglia, rappresenta un’occasione di riflessione e di impegno civile. Macerata, otto anni dopo, dimostra ancora una volta che il ricordo di Pamela non è solo memoria di una tragedia, ma anche stimolo a costruire una società più attenta, responsabile e rispettosa della dignità di ogni persona.
