È stato inaugurato nelle Marche il nuovo anno giudiziario del Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano, tornato a riunirsi in forma solenne dopo gli anni segnati dalla pandemia. La cerimonia si è svolta il 15 aprile nell’aula magna dell’Istituto Teologico Marchigiano, alla presenza dei vescovi della Conferenza Episcopale Marchigiana, di operatori pastorali, studiosi del diritto canonico e rappresentanti delle istituzioni civili, tra cui il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli.
Ad aprire i lavori è stato il vicario giudiziale Antonio Interguglielmi, che ha presentato la relazione sull’attività svolta nel 2025, evidenziando una sostanziale stabilità delle cause trattate, in particolare quelle relative alla nullità matrimoniale, ambito centrale del servizio offerto alle diocesi del territorio.
La prolusione del cardinale Gianfranco Ghirlanda, dedicata al rapporto tra giustizia e diritto, ha offerto una riflessione sul ruolo del tribunale nella vita della Chiesa, richiamando la necessità di coniugare rigore giuridico e attenzione pastorale.
A margine dell’incontro, i vescovi marchigiani hanno annunciato anche la costituzione della sezione penale del Tribunale ecclesiastico, deliberata nel corso della riunione della Conferenza Episcopale Marchigiana svoltasi nello stesso giorno al Pontificio Seminario Regionale Marchigiano Pio XI e presieduta dall’arcivescovo di Ancona-Osimo Angelo Spina. Il provvedimento dovrà ora essere sottoposto all’approvazione della Segnatura Apostolica.
Nel corso dell’assemblea, i vescovi hanno inoltre incontrato i rappresentanti dell’Azione Cattolica Italiana, guidati dal presidente nazionale Giuseppe Notarstefano e dall’assistente ecclesiastico generale monsignor Claudio Giuliodori, insieme alla delegazione regionale. Il confronto ha riguardato il cammino delle comunità ecclesiali e l’impegno formativo dei laici.
I vescovi marchigiani hanno infine espresso vicinanza a Leone XIV, assicurando la preghiera delle Chiese locali per il suo viaggio apostolico e rilanciando l’appello alla pace in un contesto internazionale segnato da tensioni.
Il Tribunale ecclesiastico delle Marche si conferma così un presidio qualificato al servizio delle diocesi della regione, chiamato a operare nel rispetto della verità e della dignità delle persone, coniugando diritto e attenzione pastorale.
