Sandro Parcaroli, sindaco uscente di Macerata e imprenditore, si ricandida alla guida del capoluogo sostenuto da una coalizione di centrodestra composta da sei liste. Con lo slogan “Macerata continua a crescere”, Parcaroli traccia un bilancio positivo del primo mandato e rilancia con un programma di 80 pagine che punta a completare le grandi opere avviate e a rafforzare i servizi per le fasce più deboli.
Sindaco Parcaroli, che bilancio fa di questi primi cinque anni e cosa l’ha spinta a ricandidarsi?
“Il bilancio è super positivo: abbiamo fatto tantissime cose per Macerata in tutti i settori. Mi ricandido perché sento il dovere di portare a termine molti progetti ancora in corso; non lo faccio per ‘tagliare nastri’, ma per l’importanza che queste opere hanno per tutta la comunità. Mi sento pronto e con uno spirito giovanile che mi spinge a non fermarmi.”
La sua coalizione è composta da sei liste. Qual è la strategia dietro questa squadra?
“Questa volta ho preferito non avere una lista personale per dare più spazio alle altre realtà civiche e ai partiti. È una squadra che unisce novità e continuità, formata da persone libere che vogliono portare avanti le proprie idee per la città. In un paese democratico, ognuno deve poter contribuire con la propria faccia e le proprie iniziative.”
Parliamo di infrastrutture: il sottopasso di via Roma è diventato un po’ il simbolo del suo mandato. Quali sono le prossime sfide?
“Il sottopasso era considerato ‘impossibile’ da molti, ma noi ci abbiamo creduto e abbiamo trovato le risorse. Ora dobbiamo completare il sistema viario: dai lotti del Quadrilatero fino a Villa Potenza, per cui abbiamo già i fondi, alla nuova strada che snellirà il lavoro dei Vigili del Fuoco permettendo soccorsi più rapidi. Entro giugno, inoltre, termineremo l’Ortomercato, un polo fondamentale per i giovani che scelgono un’agricoltura innovativa e tecnologica.”
Un tema centrale del suo programma è l’attenzione agli anziani e alle persone sole. Cosa proponete?
“Macerata ha oltre 3.000 persone sopra i 65 anni che vivono sole. Il mio obiettivo è non farle sentire emarginate. Oltre ai condomini solidali, abbiamo un progetto ambizioso: riconvertire l’attuale ospedale in mini-appartamenti per anziani, dove possano vivere in comunità pur mantenendo la propria autonomia, vicino ai servizi del centro. Vogliamo che partecipino attivamente alla vita cittadina, magari attraverso la cura degli orti urbani.”
Sulla sanità e sul nuovo ospedale il dibattito è sempre acceso. Qual è la situazione reale?
“Basta polemiche: il nuovo ospedale si farà e i 185 milioni di euro ci sono. È già stato appaltato il progetto integrato e stiamo procedendo con gli accordi per l’area. Sarà una struttura d’avanguardia di 65.000 metri quadrati, pensata non solo per essere bella architettonicamente, ma per offrire spazi di lavoro funzionali ai nostri medici, che sono un’eccellenza, e comfort ai pazienti.”
Per quanto riguarda cultura e sport, quali sogni vuole trasformare in realtà?
“I dati ci danno ragione: lo scorso anno 67.000 turisti hanno visitato i nostri musei. Continueremo a investire sull’Opera dei bambini, che ha ottenuto un finanziamento fisso dal Ministero, e a integrare cultura, sport e sociale per rendere Macerata sempre più inclusiva. Sullo sport, il mio sogno è un Palasport multifunzionale da oltre 4.000 posti, modulare e capace di ospitare anche congressi e spettacoli, riportando eventualmente la grande pallavolo a Macerata.”
