Nuovo passo avanti nella ricostruzione post sisma nel territorio di Cingoli. La Conferenza permanente ha infatti approvato l’intervento di rafforzamento locale e riparazione del danno della chiesa di San Pietro Apostolo, situata nella frazione di Villa Torre.
L’edificio religioso, composto dalla chiesa, dal campanile e dalla sacrestia, custodisce una lunga storia architettonica. La parte più antica risale infatti all’epoca romanica: dell’edificio originario rimane oggi l’abside, trasformata in sacrestia, mentre l’attuale chiesa sarebbe stata consacrata nel 1792, secondo quanto riportano i documenti storici.
L’intervento approvato prevede un articolato programma di opere finalizzate al miglioramento strutturale e alla sicurezza dell’edificio. In particolare sarà completamente rifatta la copertura, sostituendo il sistema esistente in laterocemento con una nuova struttura in legno composta da capriate, arcarecci e tavolato. Previsti anche il consolidamento della camorcanna, il ripristino delle connessioni lignee, la ristilatura dei giunti di malta delle murature esterne e interne, oltre agli interventi di consolidamento sul campanile e al collegamento strutturale con la chiesa mediante catene.
Il costo complessivo dell’opera ammonta a 1 milione e 376 mila euro.
«Le chiese sono uno dei tasselli fondamentali per mantenere vivo quel senso di comunità in luoghi che già prima del sisma soffrivano del fenomeno dello spopolamento e che dobbiamo salvaguardare e tutelare» ha dichiarato il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, ringraziando il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, il vescovo Nazzareno Marconi, l’Ufficio ricostruzione e il sindaco Michele Vittori per la collaborazione.
Soddisfazione è stata espressa anche dal primo cittadino di Cingoli: «L’approvazione di questo intervento rappresenta una notizia molto importante per la nostra comunità. La chiesa di San Pietro Apostolo non è soltanto un luogo di culto, ma un presidio di identità, storia e aggregazione per Villa Torre e per tutto il territorio comunale. Il recupero di questo edificio va nella direzione giusta: quella di una ricostruzione che non si limita a riparare i danni del sisma, ma restituisce valore, sicurezza e prospettive ai nostri borghi».
