Dopo tredici anni di assenza, Nabucco torna sul palcoscenico dello Sferisterio per inaugurare la 62ª edizione del Macerata Opera Festival. Terza opera di Giuseppe Verdi, segnò il primo grande successo del compositore e contiene il celebre coro “Va’, pensiero”, diventato uno dei brani più conosciuti dell’intera storia dell’opera. La scelta di riportarlo in cartellone rappresenta uno dei segni distintivi della direzione artistica affidata a Marco Vinco.
«È il mio battesimo allo Sferisterio – ha spiegato Marco Vinco – perché è la prima opera della stagione che ho disegnato totalmente io. È stata una bellissima avventura con il team creativo, con il direttore d’orchestra, con gli artisti, il coro e l’orchestra. Ho seguito giorno dopo giorno le prove e credo ci siano tutti i presupposti per un grande successo».
Il nuovo allestimento porta la firma del regista belga Paul-Émile Fourny, al suo debutto a Macerata, mentre la direzione musicale è affidata a Fabrizio Maria Carminati, chiamato a guidare Orchestra Filarmonica Marchigiana e Coro Lirico Marchigiano “Vincenzo Bellini”. La produzione nasce dalla coproduzione con la Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi, un progetto che rafforza la collaborazione tra le principali istituzioni liriche marchigiane.
Le aspettative sembrano trovare conferma anche nei numeri. A pochi giorni dall’inaugurazione, il Festival registra infatti circa duemila biglietti venduti in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, un dato che testimonia l’interesse per una stagione che alterna grandi classici, nuovi allestimenti e interpreti già protagonisti nei principali teatri internazionali.
Il cast di Nabucco riunisce alcune delle voci più interessanti del panorama lirico contemporaneo. Il baritono mongolo Ariunbaatar Ganbaatar vestirà i panni del re babilonese, mentre Anastasia Bartoli interpreterà Abigaille, uno dei ruoli più impegnativi del repertorio verdiano. Completano il cast Alberto Comes (Zaccaria), Alessandro Scotto Di Luzio (Ismaele), Laura Verrecchia (Fenena), Renzo Ran (Gran Sacerdote di Belo), Simone Fenotti (Abdallo) e Alessia Camarin (Anna).
Ma il Festival non si esaurisce con il titolo inaugurale. Dal 18 luglio andrà in scena Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini, nell’allestimento firmato da Daniele Menghini con la direzione di Jacopo Brusa; il 19 luglio sarà la volta de Il Trovatore, storico allestimento dello Sferisterio ripreso da Angela Saroglou e diretto da Dmitri Jurowski; il 7 agosto spazio infine a Carmina Burana di Carl Orff con la direzione di Ramón Tebar. Dodici appuntamenti complessivi accompagneranno il pubblico fino alla chiusura del Festival, prevista il 9 agosto.
Accanto alla proposta artistica cresce anche il sostegno del territorio. Il Macerata Opera Festival può contare quest’anno su nuovi sponsor come Enel, Dongfeng Italia e Laboratori Ernesi 1978, oltre alla conferma dei partner storici e all’espansione del progetto 100 Mecenati per lo Sferisterio, che ha già superato i risultati dello scorso anno grazie all’ingresso di nuovi sostenitori. Un segnale che conferma come il Festival rappresenti non solo un evento culturale di rilievo internazionale, ma anche un importante motore economico e turistico per l’intero territorio marchigiano.
A ribadirlo è stato anche l’assessore alla Cultura Lorella Benedetti, che ha sottolineato il valore del Macerata Opera Festival come principale appuntamento culturale della città, capace ogni estate di richiamare appassionati e visitatori e di valorizzare il patrimonio storico e artistico di Macerata anche attraverso le iniziative collaterali che affiancano il cartellone lirico.
