Sei giorni da Assisi alla Santa Casa insieme all’arcivescovo Lauro Tisi. Nelle Marche il passaggio per Camerino, Tolentino, l’Abbadia di Fiastra e Macerata, tra accoglienza, incontri e riscoperta dell’antico itinerario dei pellegrini.
Duecentocinquanta adolescenti, sei giorni di viaggio e una strada che da secoli conduce i pellegrini verso Loreto. È l’esperienza vissuta dai giovani dell’Arcidiocesi di Trento, partiti da Assisi insieme all’arcivescovo mons. Lauro Tisi per raggiungere la Santa Casa percorrendo la Via Lauretana.
Un pellegrinaggio fatto di chilometri a piedi, preghiera, amicizia e vita condivisa, che nelle Marche ha attraversato anche i territori di Camerino, Tolentino, Macerata e Recanati.
Mercoledì 26 agosto, provenienti da Camerino, i ragazzi sono arrivati al Lago delle Grazie di Tolentino, dove hanno ricevuto il saluto del sindaco Mauro Sclavi prima di riprendere il cammino accompagnati dallo staff dei Cammini Lauretani.
Il gruppo ha percorso la ciclabile fino al Castello della Rancia, lungo un tratto destinato a entrare nel tracciato della Via Lauretana. Un percorso che permette ai pellegrini di attraversare in maggiore sicurezza un fondovalle interessato da una viabilità ordinaria intensa e che restituisce anche la memoria dell’antica vocazione di questi luoghi all’accoglienza dei viandanti.
Proprio nei pressi del Castello della Rancia sorgeva infatti l’Osteria della Rancia, con un ospizio documentato già dal XV secolo per l’accoglienza di quanti erano diretti a Loreto.
«Accogliere 250 giovani trentini al Lago delle Grazie è stato un motivo di orgoglio per la nostra comunità – ha sottolineato il sindaco Mauro Sclavi –. La ciclabile che hanno percorso è un’opera su cui l’Amministrazione ha investito e che oggi mostra tutto il suo valore».
A condividere la strada con gli adolescenti per l’intero pellegrinaggio anche l’arcivescovo di Trento Lauro Tisi.
«In questi giorni il cammino ci sta dando tantissimo – ha raccontato –. Rimango colpitissimo da questi giovani, che non si lamentano, camminano e poi ti sorprendono con le loro domande. Camminare con loro per una settimana, facendo la loro vita, è un grande dono per un vescovo».
Un’esperienza che ha permesso ai ragazzi di conoscere anche le comunità incontrate lungo la strada. Tisi ha voluto ringraziare in particolare l’Arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche e la Diocesi di Macerata per l’accoglienza ricevuta.
Dal Castello della Rancia il cammino è proseguito verso la Riserva Naturale Abbadia di Fiastra. Qui ad attendere i pellegrini trentini c’era il vescovo di Macerata, mons. Nazzareno Marconi.
L’incontro è stato arricchito anche dalle testimonianze vocazionali di giovani di origine trentina che vivono a Macerata presso la Comunità dei Figli del Sacro Cuore di Gesù, rendendo visibile un legame già esistente tra il Trentino e il territorio maceratese.
«È stato bellissimo accoglierli e condividere con loro la bellezza della storia, della spiritualità e dei valori umani conservati nei luoghi che hanno attraversato – ha sottolineato Marconi –. Loro stessi rappresentano un invito concreto per tutti a percorrere la Via Lauretana».
La giornata si è conclusa a Macerata, dove i pellegrini sono stati ospitati dalla Comunità dei Salesiani.
Il giorno successivo il gruppo ha ripreso il cammino da San Firmano, attraversando il territorio recanatese lungo l’ultimo tratto della Via Lauretana fino a raggiungere Loreto.
Gli stessi passi percorsi per secoli da pellegrini provenienti da tutta Europa sono tornati così a riempirsi di giovani, zaini e scarpe da cammino. Un’esperienza che racconta anche l’attualità della Via Lauretana: non soltanto un itinerario storico e religioso, ma una strada capace ancora oggi di mettere in relazione territori, comunità e generazioni.
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