A Budapest Gianmarco Tamberi torna a volare. E lo fa nel modo che più gli appartiene: regalando spettacolo, emozioni e una prestazione da campione assoluto. A 34 anni, il fuoriclasse marchigiano delle Fiamme Oro conquista la prima edizione dell’Ultimate Championship superando l’asticella a 2,37, al termine di una gara semplicemente straordinaria.
Una misura che vale molto più di una vittoria. Gimbo, infatti, ha migliorato per ben due volte nella stessa serata la migliore prestazione mondiale stagionale, prima con il 2,35 e poi con il 2,37. Una progressione iniziata a 2,22 e proseguita con il 2,26, il 2,30 e il 2,33, fino al salto che ha fatto esplodere lo stadio.
Alle sue spalle si è piazzato lo statunitense JuVaughn Harrison, grande rivale di Tamberi fin dal Mondiale di Budapest del 2023, quando i due si contesero l’oro alla stessa misura di 2,36. Stavolta Harrison si è fermato a 2,39, lasciando a Gimbo il gradino più alto del podio.
Ma Tamberi non si è accontentato. Una volta assicurata la vittoria, ha chiesto l’asticella a 2,41, misura che avrebbe rievocato il salto realizzato dieci anni fa a Montecarlo. I tre tentativi non sono andati a buon fine, ma hanno mostrato ancora una volta la voglia del campione di spingersi oltre i propri limiti.
È stata una stagione straordinaria per Gimbo, capace di arrivare al quarto oro europeo della carriera e ora di tornare anche in cima alla classifica mondiale stagionale. A Budapest ha ritrovato il pubblico, l’adrenalina e quella magia che hanno accompagnato i momenti più importanti della sua carriera.
«Sapevo di poter saltare molto più alto in questa stagione – ha raccontato Tamberi al termine della gara –. Ho dimostrato a me stesso che sono al livello dei miei migliori anni». Il campione marchigiano pensa già ai prossimi obiettivi: «Ora guardo ai Giochi di Los Angeles con una voglia enorme. Mondiali a Roma nel 2029? Sarebbe bellissimo».
Foto World Athletics
