La Guardia di Finanza ha celebrato oggi, 21 settembre, il proprio patrono San Matteo. Nella chiesa di Santa Croce a Macerata, il vescovo mons. Nazzareno Marconi ha presieduto la Santa Messa alla presenza delle autorità civili e militari, dei finanzieri in servizio e in congedo e delle loro famiglie.
Alla celebrazione ha preso parte anche il nuovo comandante provinciale, Pierfrancesco Bertini.
Al centro dell’omelia del presule, il significato di una storia lunga 252 anni e la responsabilità di custodirne i valori, sapendo al tempo stesso affrontare le trasformazioni della società.
«La tradizione, infatti, non è qualcosa che ci viene consegnato perché la conserviamo immobile. È una responsabilità che ci viene affidata perché sappiamo riconoscerne il valore, custodirne l’essenziale e, proprio per questo, avere il coraggio di andare avanti», ha sottolineato mons. Marconi.
Un messaggio che il vescovo ha rivolto direttamente agli uomini e alle donne delle Fiamme Gialle, chiamati a confrontarsi con un mondo in continua evoluzione, nel quale cambiano l’economia, le tecnologie e le forme della criminalità.
La fedeltà alla storia del Corpo, ha spiegato, non può dunque limitarsi alla conservazione di quanto ricevuto, ma richiede la capacità di innovare e di utilizzare strumenti nuovi, mantenendo la stessa serietà e lo stesso senso del dovere di chi ha prestato servizio in passato.
Il riferimento al patrono San Matteo è diventato così un invito a riscoprire il significato più profondo del proprio lavoro. Come l’evangelista, chiamato da Gesù a intraprendere un cammino nuovo, anche i finanzieri sono chiamati ogni giorno a rinnovare le ragioni del proprio impegno.
«Fare bene il proprio lavoro; essere corretti quando nessuno ci controlla; rispettare la persona che si incontra; mantenere fermezza senza perdere umanità; cercare la verità senza lasciarsi condizionare», ha ricordato il vescovo, richiamando l’attenzione sulla dignità delle persone che si incontrano nello svolgimento delle proprie funzioni.
La festa del patrono, dunque, non soltanto come ricorrenza istituzionale, ma come occasione per riflettere sul valore del servizio allo Stato e alla comunità.
Al termine dell’omelia, mons. Marconi ha affidato a San Matteo i finanzieri, le loro famiglie e quanti sono quotidianamente impegnati a garantire legalità, giustizia e tutela del bene comune.
