Al via i lavori di restauro della Basilica di San Flaviano, uno dei luoghi più significativi della storia religiosa e civile di Recanati. L’apertura del cantiere si è tenuta martedì 29 settembre, nella festa dei Santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele, con la benedizione del vescovo di Macerata mons. Nazzareno Marconi.
Alla cerimonia hanno preso parte, tra gli altri, il sindaco di Recanati Emanuele Pepa, il parroco emerito mons. Pietro Spernanzoni, le autorità civili e militari e i rappresentanti degli enti, dei professionisti e delle imprese coinvolte nell’intervento.
«L’avvio di questi lavori è un momento di grande significato per tutta la nostra comunità – ha sottolineato mons. Marconi –. Restaurare il Duomo di San Flaviano significa prenderci cura di un edificio prezioso, ma soprattutto di un luogo che custodisce la memoria, la fede e la storia di tante generazioni».
Un patrimonio, ha aggiunto il vescovo, che «non appartiene soltanto al passato» e che deve essere consegnato alle generazioni future, continuando a essere «un luogo vivo, aperto e accogliente».
I lavori, finanziati con fondi complessivi per poco più di 700mila euro, avranno una durata prevista di circa un anno. L’obiettivo è riparare i danni provocati dal sisma del 2016 e, contemporaneamente, migliorare la sicurezza dell’edificio nei confronti delle azioni sismiche.
Gli interventi riguarderanno in particolare le volte in muratura e in camorcanna delle navate laterali e della Cappella del Santissimo, la cupola in mattoni e le lesioni presenti sulle murature portanti. È previsto anche l’inserimento di catene metalliche in corrispondenza degli archi delle navate laterali, oltre al controllo e al rinforzo della struttura metallica che sostiene la copertura.
Saranno inoltre verificate le coperture per prevenire infiltrazioni e ulteriori danneggiamenti. Il progetto interessa anche gli apparati decorativi e le finiture murali e prevede il controllo e, dove necessario, il restauro del prezioso soffitto ligneo a cassettoni policromo della navata principale.
La storia del Duomo di Recanati affonda le sue radici prima del Mille. Ricostruito e ampliato nel corso dei secoli, conserva importanti testimonianze artistiche, tra cui proprio il soffitto ligneo policromo, risalente al 1620, e gli stucchi e gli affreschi seicenteschi dell’abside.
Elevata a Basilica minore nel 1805, San Flaviano resta uno dei principali punti di riferimento della vita spirituale e della memoria della città. Dopo i lunghi restauri seguiti al terremoto del 1997, l’edificio ha resistito relativamente bene anche al sisma del 2016, riportando danni localizzati che saranno ora riparati.
Mons. Marconi ha ringraziato quanti hanno consentito l’avvio dell’intervento, citando in particolare le istituzioni, l’USR, il commissario Guido Castelli, la Soprintendenza Marche Sud, i professionisti e le maestranze impegnate nel progetto.
«È un’opera che richiede attenzione e pazienza – ha evidenziato il vescovo –, ma che guarda a un obiettivo comune: custodire un bene prezioso perché possa continuare a svolgere la sua funzione spirituale e culturale nel cuore di Recanati».
Durante l’esecuzione degli interventi la Basilica sarà chiusa, almeno per un periodo, per garantire la sicurezza e consentire una maggiore rapidità nell’esecuzione dei lavori.
«Per Recanati questo è un grande luogo di fede ed è importante essere riusciti a reperire i fondi necessari al suo recupero – ha dichiarato il sindaco Emanuele Pepa –. C’è dispiacere per la chiusura temporanea della chiesa, ma l’obiettivo è quello di poterla riaprire in sicurezza».
Il sindaco ha quindi ringraziato la Diocesi, la struttura commissariale e i professionisti coinvolti nell’intervento, con l’obiettivo di «restituire alla cittadinanza la Basilica di San Flaviano in tutto il suo splendore».
