Nella Cattedrale di San Giovanni la Messa presieduta dal vescovo Nazzareno Marconi. Il richiamo alla verità nell’epoca delle nuove tecnologie. Consegnati i riconoscimenti per meriti di servizio
La Polizia di Stato di Macerata ha celebrato questa mattina, 29 settembre, la festa di San Michele Arcangelo, patrono del Corpo. La Messa, nella Cattedrale di San Giovanni, è stata presieduta dal vescovo Nazzareno Marconi, alla presenza del questore Luigi Mangino, delle principali autorità civili e militari della provincia e delle donne e degli uomini della Polizia di Stato.
Una ricorrenza che ha offerto anche l’occasione per riflettere sul significato del servizio svolto quotidianamente a fianco dei cittadini. Nel suo intervento il questore Mangino ha ricordato come San Michele Arcangelo, proclamato patrono della Polizia di Stato da Pio XII nel 1949, richiami non soltanto la forza nella lotta contro il male, ma la fermezza necessaria a difendere i valori e ad assumersi la responsabilità di proteggere gli altri.
Al centro dell’omelia del vescovo Marconi è stato invece il tema della verità, strettamente legato alla missione della Polizia. Partendo dal significato del nome Michele – “Chi è come Dio?” – il vescovo ha ricordato che combattere il male «non significa combattere le persone», ma difendere la dignità dell’uomo, la giustizia e la verità.
Marconi si è soffermato in particolare sull’attività investigativa, definita come ricerca della verità dei fatti e accertamento delle responsabilità. Un compito che, ha osservato, diventa ancora più complesso in un tempo nel quale fatti, opinioni ed emozioni rischiano di confondersi e le nuove tecnologie permettono di falsificare con crescente facilità immagini, voci, documenti e racconti.
Il vescovo ha quindi richiamato anche Magnifica humanitas di Papa Leone XIV e l’invito a verificare i fatti, confrontare le fonti e assumersi la responsabilità della ricerca della verità. «Prima di giudicare bisogna conoscere; prima di accusare bisogna accertare; prima di condannare bisogna cercare la verità», ha sottolineato Marconi rivolgendosi agli uomini e alle donne della Polizia.
Anche il questore Mangino ha posto l’accento sulla dimensione del servizio alla comunità, ricordando che la presenza della Polizia sul territorio non si limita alla prevenzione e al contrasto dei reati, ma comprende l’ascolto, l’orientamento e l’aiuto alle persone in difficoltà. Un pensiero particolare è stato rivolto anche ai poliziotti caduti nell’adempimento del dovere e alle loro famiglie.
Al termine della celebrazione sono stati consegnati riconoscimenti agli operatori distintisi per meriti di servizio: dalle operazioni di polizia giudiziaria e di contrasto al traffico di stupefacenti agli interventi per tentato omicidio e lesioni in ambito familiare, fino alle attività di ordine pubblico e di soccorso.
In piazza Vittorio Veneto, davanti alla Cattedrale, sono stati infine esposti alcuni veicoli e motoveicoli della Polizia, permettendo ai cittadini di conoscere più da vicino mezzi e strumenti utilizzati quotidianamente dagli agenti.
