Dal 13 al 16 ottobre torna il festival promosso dall’Università di Macerata: circa 50 appuntamenti tra incontri, spettacoli, cinema, mostre e laboratori. Tra gli ospiti Colm Tóibín, Vittorio Gallese, Hartmut Rosa, Stefano Mancuso e Paola Minaccioni.
Che cosa vale davvero quando la forza pretende di stabilire le regole? È la domanda da cui prende le mosse la quarta edizione del Macerata Humanities Festival, in programma dal 13 al 16 ottobre, quest’anno dedicata al tema “Oltre la legge della forza. Valore della conoscenza, conoscenza dei valori”.
Quattro giorni nei quali l’Università di Macerata porterà nel cuore della città incontri, lezioni, cinema, mostre, laboratori, workshop, teatro e musica, mettendo i saperi umanistici e sociali a confronto con alcune delle grandi questioni del presente: dalle guerre alle disuguaglianze, dall’intelligenza artificiale alla democrazia, fino alla cura e alla sostenibilità.
La manifestazione, insignita della medaglia del Presidente della Repubblica, coinvolge una vasta rete di realtà istituzionali, culturali e imprenditoriali e porterà a Macerata protagonisti della letteratura, delle neuroscienze, della filosofia, della sociologia, dell’arte e dello spettacolo.
Da Colm Tóibín a Stefano Mancuso
Ad aprire ufficialmente il Festival, martedì 13 ottobre, sarà uno degli appuntamenti più attesi: il conferimento della laurea honoris causa a Colm Tóibín, tra i maggiori scrittori irlandesi contemporanei e tre volte finalista al Booker Prize. Alla cerimonia al Cinema Italia seguiranno l’inaugurazione ufficiale a Palazzo Rotelli Lazzarini e, in serata, la proiezione del film Brooklyn.
Il programma vedrà poi alternarsi nomi come il neuroscienziato Vittorio Gallese, tra gli scopritori dei neuroni specchio, lo psicobiologo Alberto Oliverio, il sociologo e filosofo tedesco Hartmut Rosa, il giornalista Piero Badaloni e Stefano Mancuso, al quale l’Accademia di Belle Arti di Macerata conferirà il Dottorato di ricerca ad honorem.
Spazio anche allo spettacolo. Il 14 ottobre il Teatro Lauro Rossi ospiterà Matteo Caccia con Orazio Live; il 15 ottobre sarà la volta del concerto del Trio Spagnolo–Piccotti–Consonni, mentre il 16 ottobre Paola Minaccioni sarà protagonista di La vita è bella? No, è un tipo.
Il Premio Letterario Humanities e le anteprime
Tra gli appuntamenti centrali torna anche il Premio Letterario Humanities, dedicato a racconti e poesie inediti degli studenti delle scuole superiori e delle università di Marche, Abruzzo e Umbria. La premiazione si terrà il 15 ottobre al Teatro della Filarmonica con la partecipazione della scrittrice e giornalista Giulia Ciarapica e l’accompagnamento del Coro UniMC.
Ma il Festival comincia, di fatto, già oggi, 30 settembre: alle 18 nell’Aula Omero Proietti di via Garibaldi si inaugura “OVER≠RULE – Art Thinking Beyond Limits”, progetto espositivo diffuso che attraverso pittura, fotografia, installazioni, performance e ricerca sonora interroga le strutture del dominio e propone nuove forme di relazione e cooperazione. La mostra resterà visitabile fino al 31 ottobre.
A caratterizzare visivamente l’edizione 2026 è invece la Sfinge realizzata dall’illustratore Michelangelo Rossato: una figura sospesa tra forza e conoscenza che traduce in immagine la domanda al centro del Festival.
Gli appuntamenti del Macerata Humanities Festival saranno liberi e gratuiti fino a esaurimento dei posti, con modalità specifiche di accesso per alcuni degli eventi ospitati al Teatro Lauro Rossi.
A questo link il programma completo: https://unimc.my.canva.site/mhf
