Oltre 800 persone al Palabaldinelli di Osimo per riflettere sul ruolo dei padri nell’educazione dei figli. Un pubblico numeroso ha partecipato all’incontro «Essere padri oggi. Costruire un’alleanza educativa insieme», che ha visto protagonisti Daniele Novara e Alberto Pellai, due tra i più autorevoli esperti italiani di educazione e sviluppo dell’età evolutiva.
Al centro della serata, promossa dall’Ambito Territoriale Sociale 13, le sfide della genitorialità contemporanea: dalla necessità di stabilire regole e limiti senza ricorrere all’autoritarismo, all’importanza di accompagnare i figli verso una progressiva autonomia.
Due prospettive complementari, quelle di Novara e Pellai, che hanno offerto spunti di riflessione sul rapporto tra genitori e figli, anche alla luce di alcuni recenti episodi di cronaca che hanno riacceso il dibattito sulla responsabilità educativa degli adulti.
«Basta con i padri-peluche», è stato il messaggio lanciato dal pedagogista Daniele Novara, direttore del Centro Psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti di Piacenza.
Partendo da alcuni recenti episodi di cronaca, Novara ha richiamato l’attenzione sulla violenza giovanile e sulla perdita del senso del limite. In particolare, ha giudicato ancora più preoccupanti dei recenti fatti di Milano i casi di ragazzi che arrivano a progettare aggressioni mortali contro i propri insegnanti.
«Quando siamo di fronte a casi come questi spesso il padre è assente, manca il senso del limite, di un padre davvero educativo», ha affermato Novara, sottolineando la necessità di superare tanto il vecchio modello del padre autoritario quanto quello, oggi sempre più diffuso, del genitore eccessivamente accomodante.
Non si tratta, dunque, di recuperare la figura del padre-padrone, ma di restituire alla paternità una funzione educativa fondata sulla capacità di stabilire regole e confini.
Sul versante dell’autonomia dei figli si è concentrato invece Alberto Pellai, medico psicoterapeuta dell’età evolutiva e ricercatore all’Università degli Studi di Milano.
«Dobbiamo costruire indipendenze che facciano crescere davvero i nostri figli», ha spiegato Pellai, mettendo in discussione alcune abitudini ormai consolidate nelle famiglie, a cominciare dal controllo costante attraverso gli smartphone.
«La geolocalizzazione serve più alla tranquillità dei genitori che alla crescita dei ragazzi», ha osservato, invitando madri e padri a interrogarsi sulla differenza tra proteggere i figli e impedire loro di sperimentare l’autonomia.
Non sono mancati esempi tratti dalla sua esperienza professionale, come quello di adolescenti che chiedono ai genitori di non assistere continuamente alle loro partite o di madri che intervengono personalmente con gli insegnanti per contestare un brutto voto.
Situazioni che, secondo Pellai, raccontano una difficoltà crescente degli adulti nel lasciare ai ragazzi la responsabilità delle proprie esperienze, comprese le frustrazioni e gli insuccessi.
L’incontro di Osimo ha rappresentato la prima occasione pubblica che ha visto Novara e Pellai insieme sul tema del ruolo paterno e dell’alleanza educativa tra genitori.
L’iniziativa è stata promossa dall’Ambito Territoriale Sociale 13, con il Comune di Osimo capofila e la partecipazione dei Comuni di Camerano, Castelfidardo, Loreto, Numana, Offagna e Sirolo, insieme al Coordinamento Pedagogico Territoriale 0-6 anni, in collaborazione con il CPP.
La serata rientra nel forum di sensibilizzazione «Zerosei. Educare per crescere insieme», dedicato alle famiglie e agli educatori, con l’obiettivo di favorire il confronto sulle sfide educative contemporanee.
