Pubblichiamo qui di seguito la lettera indirizzata sabato 6 agosto dal nostro vescovo al Corriere Adriatico, in risposta alle polemiche sulla mancata benedizione in occasione dell’inaugurazione della Superstrada Civitanova-Foligno.
Carissimo Corriere Adriatico,
Sono il vescovo di Macerata e intervengo a sostegno del mio confratello vescovo di Foligno in merito alla benedizione della nuova superstrada.
Benedire, secondo una teologia sana e sapiente, non significa, come alcuni laicisti temono, attuare un “potere” spirituale, ma semplicemente ringraziare Dio per un bene o chiedere che una cosa buona vada a buon fine.
La benedizione è una forma di preghiera dei cristiani, che avendo forma pubblica è guidata da una autorità religiosa: il vescovo, il parroco (o in casa il padre di famiglia, quando si benedice il pasto familiare).
Siccome certo mondo laicista è teologicamente ignorante e confonde spesso la superstizione – che per altri versi non disdegna seguendo oroscopi e maghi – con la teologia cattolica, interpreta la benedizione in maniera magico superstiziosa come un atto di potere in cui un “mago” o “grande mago” (vescovo) afferma la sua potenza. Per questo si percepisce la benedizione come un pericolo da evitare.
Che il vescovo venga pure, e magari parli, ma non benedica!
Se il nostro governo annovera tra i suoi consiglieri alcuni di questi laicisti superstiziosi, mi si permetta che da studioso, prima che da credente, io possa esprimere pubblicamente la mia preoccupazione. Ogni mattina faccio questa preghiera che raccomando anche ai laici: «Che Dio ci salvi dai cretini, in particolare dai cretini che hanno potere».
Da parte mia ho appena percorso la bellissima ed utilissima nuova superstrada; ho ringraziato Dio e gli uomini (perciò benedetto) per questa cosa molto buona che è stata realizzata. Poi ho detto un rosario alla Madonna e recitandolo con calma ho impiegato giusto il tempo del tragitto da Macerata a Foligno, lungo questa che nella storia era la “Via Lauretana” e che sono certo, una volta passate certe manie laiciste, tornerà ad essere chiamata così dalla nostra gente.
Grazie dell’attenzione. E se volete, che Dio vi benedica per il vostro lavoro.
